martedì 26 febbraio 2013

PALLAS - The Wedge (1986)


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Dopo il bel EP Knightmoves i Pallas devono produrre un nuovo full length al passo coi tempi. "The Wedge" è un ottimo LP. Ormai Alan Reed è ben inserito nella formazione e il modernismo applicato alla musica degli scozzesi non intacca la classe e le atmosfere malinconiche caratteristiche della band.
Dance Through the Fire è una grandissima apertura. Si rasenta l'hard rock ma le enfatiche tastiere ci riportano su lidi progressivi. il singolo "Throwing stones at the wind" è facile ma non troppo e l'inciso è davvero bello. "Win or lose" è una bellissima ballata nella quale Alan Reed può esprimersi alla perfezione. "The Executioner" diventerà un classico della band grazie al suo incedere inscalzante e alla sua atmosfera nebbiosa...  "Imagination" è il brano più easy della raccolta ma è molto divertente. Il bassista Murray è qui impegnato anche ala voce solista, come spesso gli accade, con ottimi risultati. La lunga Ratracing ci consegna i Pallas altamente new-prog, con cavalcate di tastiere e chitarra e una tambureggiante batteria. Alcune atmosfere rimandano alla storica "Crown of thornes". Il finale di "Just a memory" è forse un po' sottotono, con la batteria elettronica non ben centrata e chiude in modo un po' troppo ripetitivo un gran bel disco.

mercoledì 15 giugno 2011

PALLAS - The Knightmoves (1985)


Voto ☻☻☻☻


Momento drammatico per i Pallas. Ewan Lawson, il carismatico cantante, lascia la barca dopo le non soddisfacenti vendite di The Sentinel. I 4 supersiti assoldano Alan Reed. In breve tempo pubblicano l'EP "Knightmoves". 3 brani: 2 brevi e una minisuite da 9 minuti.
Atmosfera molto scozzese e new prog. "Stranger" è accattivante e ben riuscita. "Nightmare", come suggerisce il titoli, è un alternarsi dio suggestioni spettrali e inquietanti. La lunga "Sanctuary" è il gioiello dell'opera. Una splendida composizione piena di malinconia tipica delle Highlands ed enfasi tipica dei Pallas. Alan Reed possiede uan voce meno limpida ma più calda rispetto a Ewan Lawson.
Ottimo lavoro di collegamento fra The Sentinel e il successivo The Wedge.

lunedì 28 marzo 2011

PALLAS - The Sentinel (1984)


Voto ☻☻☻☻☻

Dopo l'esordio convincente di "Arrive Alive" così instriso di nebbie londinesi e misteriosi personaggi i cinque scozzesi di Aberdeen decidono di dedicare l'opera successiva alla leggenda di Atlantide. Da tempo i Pallas stavano elaborando musiche attorno a questo mito.
Il buon riscontro underground unito all'esplosione dei Marillion convince la EMI a mettere sottocontratto i nostri spedendoli addirittura a incidere ad Atlanta con il mago del mixer Eddie Offord.
Il lavoro che verrà pubblicato al'inizio del 1984 è un assoluto capolavoro per quanto riguarda la new prog wave inglese. Fin dalla copertina, splendida, nulla viene lasciato al caso. Il suono nitido e potente funge da perfetta base su cui erigere monumenti sonori indimenticabili e affascinanti: una perfetta comminstione fra l'epic prog degli Emerson lake and Palmer e il gusto della bella melodia per le introduzioni e i finali tipici dei Genesis. "Eyes in the night" è il singolo perfettamente riuscito. Rifacimento della famosa "Arrive Alive" riesce in questa nuova veste ad assumere dinamicità e decisione. "Cut and run" e "Shock treatment" giocano su potenti riff di chitarra e tastiera. Gioiellini da 4 minuti. Gli altri tre brani sono invece delle minisuite altamente sinfoniche e racchiudono il nocciolo del tema di Atlantide. "Ark of infinity" è un elegia arcana dai ritmi lenti e avvolgenti. La conclusiva Atlantis è colma di grandeur e gioia. Un inno alla pace. Sono però i 10 minuti di "Rise and Fall" che elevano l'intera opera a vertici altissimi. La teatralità del mai dimenticato Ewan Lawson raggiunge vette inarrivabili mentre le tastiere di Ronnie Brown cesellano note e armonie che disegnano perfettamente il dramma dell'isola atlantidea sprofondata in vortice di guerra e distruzione. I minuti finali sono poi da incorniciare: pianoforte evocativo, voce narrante e un solo di chitarra ala "Comfortably numb", purtroppo interrotto troppo presto dal mix finale.
I Pallas produrranno altri ottimi dischi ma mai si avvicineranno a questi livelli di perfezione. Insieme a "Script for a Jester's Tear", "Live and let Live" e "The Wake" uno dei capisaldi della new prog wave inglese.

mercoledì 3 novembre 2010

Pallas - Arrive Alive (1981)


Voto ☻☻☻☻☻


Il secondo album della rinascita progressiva inglese negli anni ottanta dopo il Live at the Target dei Twelfth Night. A dire il vero fu pubblicato su cassetta. L'album sarà pubblicato nel 1983 ma conterrà 4 dei 6 brani qui presenti (alcuni reincisi in studio) con in più una acerba versione del brano Arrive Alive.
L'originale Arrive Alive constava di 6 brani che definire affascinanti è poco. Dalle nebbie scozzesi sembrano materiallizzarsi pesonaggi unici, storie incredibili, una regina degli abissi, una corona di spine e niente meno che Jack lo Squartatore.
Il mellotron di Ronnie Brown disegna atmosfere malinconiche e suggestive, mentre la chitarra di Niall Mathewson sferza il romanticismo con scudisciate elettriche ma regala anche momenti di triste malinconia evocativa su Queen of the Deep.
L'iniziale Five to Four è fra i brani più sottovalutati del loro repertorio. In realtà un grande brano drammatico su cui la voce imperiosa e espressiva di Ewan Lowson si eleva altissima.
Heart attack, più tardi inserita nella riedizione di The Sentinel, delinea le coordinate del nascente New Prog. Crown of thornes è la canzone più longeva di questa raccolta e nella sua dolce melodia ricorda Carpet Crawlers dei Genesis. Il dramma conclusivo di The Ripper è teatralmente perfetta e ricorda molto fedelmente l'atmosfera malata, nebbiosa di White Chapel e del suo indimenticato protagonista.
Un album fantastico, non perfetto, prodotto di una band all'attivo già da 4 anni. I germogli sono gettati e pochi anni dopo daranno vita al capolavoro supremo.

martedì 27 luglio 2010

Twelfth Night - Collector's Item (1988)


Voto ☻☻☻☻☻

Una delle più gradite sorprese di fine anni ottanta questa raccolta postuma sigilla definitivamente (ma fortunatamente la recente reunion ha rivitalizzato la leggenda) un epoca storica iniziata dagli stessi twelfth night 8 anni prima.
Un doppio LP con tre facciate ricche di classici (We are sane, Sequences, Art and illusion, First new day, Take a look, The Ceiling Speaks, The Creepshow, Last song) e una quarta facciata da sogno con la registrazione finalmente in studio della lunga suite (19 minuti) The Collector. Geoff Mann viene chiamato a cantare questo capolavoro. Trattasi di uno degli ultimi brani composti dall'incarnazione della band di Fact and fiction e l'addio improvviso di Goeff aveva lasciato i fan a bocca asciutta con appena poche esibizioni dal vivo.
La composizione è fra le migliori in assoluto della band e rimane a testamento del suono TN. A conclusione di tutto una nuova versione di Love song chiude le danze con il consueto messaggio di speranza.
Album imperdibile.

lunedì 5 luglio 2010

Twelfth Night - Twelfth Night (XII) 1986

Voto ☻☻

La morte dei Twelfth Night. Davvero incredibile il modo in cui i 4 di Reading decisero di affossare la propria carriera. Per anni hanno cercato un contratto con una major che potesse aiutarli nella distribuzione e divulgazione del proprio prodotto discografico e una volta trovato la magia che li aveva accompagnati per cinque anni li abbandona. L'album parte bene con il rock potente e trascinante di "Last Song" ma poi piomba nel nulla più assoluto. Una serie di canzoni imbarazzanti, melodicamente nulle, senza direzione, senza capo nè coda. Per fortuna gli ultimi 11 minuti sono occupati da "Take a look" nella sua versione definitiva; il brano però risale alle session di Art and illusion.
Il gruppo, nonostante una buona reazione di vendite nell'area natale di Reading, non si rialzerà più e dopo una breve serie di concerti si scioglierà.

Due anni più tardi però un'antologia fa battere di nuovo il cuore...

giovedì 17 giugno 2010

Twelfth Night - Art and Illusion (1984)



Voto ☻☻☻☻

Goeff Mann era insostituibile. Ma in Andy Sears i TN trovarono un buon cantante, in perfetto stile anni ottanta. Fin troppo osservante della mimica "mannesca", dal vivo il buon Andy cedeva a Geoff una ventina di centimetri in altezza. La recita di Creepshow in versione Sears non sembrava convincere più di tanto e i TN prendono la saggia decisione di rendere più moderno e affilato il loro sound. Registrato nell'agosto del 1984 il mini-LP (quanto li adoravo)
Art and Illusion venne pubblicato in autunno con buoni riscontri di vendita e rimane l'unica incursione dei TN nella top 100 inglese. Cinque splendidi brani, energici, vitali, malinconici e aggressivi. "Counterpoint" e "Kings and Queens" raccolgono l'eredità della neonata new prog wave conle sue carattteristiche new wave e metal. "Art and illusion" era un brano gia pronto all'epoca di Geoff e qui riproposto degnamente. C.R.A.B. è un bellissimo strumentale che eguaglia quel piccolo gioiellino di "The poets sniffs a flower" di Fact and Fiction. La conclusiva "First new day" regala cinque minuti di estasi tastieristica che fa da contorno alla superba interpretazione di Andy Sears. Se un difetto bisogna trovare lo si rintraccia nella decisione di pubblicare un EP quando in realtà di materiale per un full length ce ne sarebbe stato. La splendida "Take a look" viene sacrificata in ottica di un prossimo nuovo album che in realtà vedrà la luce solo due anni più tardi.
Purtroppo
Art and Illusion segnò la fine artistica dei grandi Twelfth Night. la band di Reading alla metà del 1984 avevano già detto tutto mentre gli altri alfieri del new prog (Marillion con Fugazi , i Pallas con The Sentinel, i Pendragon con Fly High fall far e gli IQ con The Wake) erano ancora in fase crescente e alla ricerca di una propria dimensione.